mercoledì 25 maggio 2011

Visita all'interno del MAXXI con la prof.ssa C. Polidori

Visita alla MOSTRA RIETVELD:

Appena entrati al Museo la prima cosa che la prof.ssa C. Polidori ci ha mostrato è stato il prototipo della SEDIA ZIG-ZAG: un modello verniciato di rosso, da CASSINA nel 1971, rastremata in fondo, modello Neo-Classic "De Stile" (nuovo stile), che lavora su alcuni elementi semplici, chiamato "decostruttivismo" famoso per l'uso di colori quali: il bianco, il giallo, il blu altremare, e il rosso vermiglio.

Andando un pò più avanti si poteva ammirare il modello ZIG-ZAG di Rietveld definitivo, che vi mostro in foto:

Sedia in Legno Massello, rastremata sotto, migliorano gli incastri, e dispone di una maniglia in alto, un incavo per mettere la mano, che consente di spostarla in modo maneggevole.
Posso anche dire che è molto comoda visto che ci si poteva sedere (l'unico modello che lo consentiva).
I televisorini che vedete nella foto sono le interviste a studiosi e architetti.


Proseguendo la mostra possiamo ammirare altre famose sedie progettate da Rietveld:

La RED and BLU:
Seduta e tavolino, la prima foto mostra il modello originale, quelle sotto riproduzioni fatte da altri nel tempo, in particolare la seconda è rifatta in COSTRUZIONI LEGO,  e la terza è una versione carbonizzata.
Alla vista da un'impressione di estrema semplicità, ma è un'apparenza: facile da decomporre, molto difficile da ricomporre senza le istruzioni.
Il tavolino è molto particolare, non solo si abina alla sedia ma è anche ASIMMETRICO una innovazione per il periodo in cui è stato progettato.

"Questo modo di fare architettura sta in piedi, ma non da sensazione di stabilità"





Sedia Berlinese:
Un blu notte quasi nero, un griagio chiaro e un bianco ghiaccio.
Anche qui uno schienale che prosegue oltre l'appoggio, arriva fino a terra addirittura. 
Anticipa i moderni scrittoi, con un bracciolo molto largo per poter scrivere.


Altri modelli:

una prima versione della Wassily, di Marcel Breuer - Marcel Breuer disegnò la No. B3 chair, comunemente conosciuta come Wassily per la residenza di Kandinsky's a Dessau, dove sorgeva la Bauhaus school. Venne utilizzato per la prim volta un tubo d'acciaio di 20 mm di diametro, lo stesso della bicicletta del designer. Il modello  ideato nel 1925, subì diverse trasformazioni nel tempo. Nel 1927 venne costruito il telaio della versione attuale, costituito da un tubo continuo, e non giuntato, curvato, e modulato in un perfetto spazio cubico. Inizialmente La Wassily Chair fu prodotta dalla società fondata dallo stesso Breuer la Standard-Möbel Lengyel che nel 1929 fu assorbita dalla Thonet. Dimensioni: cm l. 79 x p. 70 x h. 70




..e molte altri modelli che qui in foto non vedete.
Un periodo nel quale sono stati utilizzati sia i materiali tradizionali: ma in un nuovo modo (come vedete dalla foto sopra con il legno curvato come se fosse un foglio di carta) e anche nuovi materiali per il settore: come il ferro: dall'idea di utilizzare i tubolari curvi dei manuri delle biciclette, ecc..


Alcuni Giocattoli:




Un meraviglioso Plastico di Studio:



Un giro per il museo, sala degli specchi:




Anche se non ve lo mostro in foto è stato bello ritrovare nella mostra anche Ettore Sottsass.

La visita si è conclusa con SUPERSTUDIO:
Abbiamo imparato che il 1972 è stata una tappa fondamentale per il nostro settore, l'importanza dell'idea Italiana di utilizzare i laminati plastici, l'ascesa trionfale a New York e poi la sfortuna dell'alzamento dei costi (per via degli arabi col petrolio).
Abbiamo visto il "Seregrafato Bianco" della casa ABEL PRINT, primo brevetto, che volevano estendere a tutta la città, rivestendone strade, ponti, paesaggi.. e poi la vendita del brevetto e il boom in tutto il mondo in altri colori e modelli simili.

Posso dire che è stata un'esperienza importante, per la mia crescita professionale. Una tappa che ho fatto bene a non perdere e che tutti dovrebbero passare.

Visita MUSEO MAXXI, Roma, Mostra Rietveld e Superstudio


Biglietteria MAXXI: Biglietteria

Informazioni del Sito MAXXI sulla mostra "UNIVERSO RIETVELD" : rietveld-universo-architettura-arte-design


Informazioni del Sito MAXXI su "SUPERSTUDIO" :  superstudio


Mie Foto al Museo:

ESTERNO









INTERNO:




giovedì 5 maggio 2011

Revisione 05-05

TAVOLA: Sezione, Pianta liv. 0, Pianta liv. 1, Render

RENDER: Inserimento in loco

RENDER: Vista Frontale

RENDER: Vista Posteriore
Il progetto, rispetto ai passi precedenti, è rimasto proporzionato secondo il Rettangolo Aureo, ma è stato spostato il tempio minore (che costituisce le camere), da sopra al podio, a fuori. Nell'operazione di spostamento è avvenuta anche una scomposizione di tale volume, infatti una parte cubica è slittata in avanti verso il mare, e una parte rettangolare verso il lato esterno. I rapporti Aurei rimangono, perchè l'oggetto spostato ha lascato un segno della sua precedente presenza sul podio tagliandolo in vari modi. 

Il risultato è stato a livello compositivo di un rafforzo dei moduli dati dalla proporzione che erano: A,B,C,D, e rispettivamente ora sono: A, B, C, D, D, C. dove A e C sono le misure dei templi, e B e D le parti libere sul basamento. 

Anche in pratica ci sono stati dei campiamenti positivi a livello progettuale: infatti ora le camere dialogano direttamente col basamento attraverso dei setti che si possono vedere in pianta, e il volume cubico che si è spostato in avanti ora è isolato, e questo è utile per la sua funzione di luogo di preghiera.

Revisione 21-04

IMPAGINATO: Sezione, Pianta livello 0, Pianta livello 1, Schizzi progettuali e Render
RENDER: Inserimento Lotto

RENDER: Vista Frontale

RENDER: Vista Posteriore

lunedì 18 aprile 2011

Schizzi Progettuali - prendendo spunto da Ettore Sottsass

Se vi trovate a sfogliare degli schizzi di Ettore Sottsass, vi accorgerete immediatamente che parlano instancabilmente di idee e di sogni, che comunicano pensieri, e che fanno nascere progetti.
(potete guardarne qualcuno qui: il diario di Ettore Sottsass)
Ma l'esperienza non finirà nel momento in cui chiuderete gli occhi e non li guarderete più, l'eco delle loro parole continuerà a risuonare ogni qual volta farete uno schizzo voi.. . e  vi aiuteranno ad esprimervi meglio. Graficamente si intende, perchè queste parole son fatte di segni e colori, come il mondo che ci circonda, e come il mondo che è dentro di noi.


Perchè vi ho detto queste cose?
Perchè è quello che è accaduto a me. Ho guardato gli schizzi di Ettore Sottsass e poi ho chiuso gli occhi. Tempo dopo mi sono concentrato sul mio progetto, "le idee vengono disegnando" ripeto nella mia testa da quando l'ho appreso nel corso di disegno, e allora mi son messo a disegnare. Ma disegnando mi son reso conto che senza rendermene conto gli schizzi di Ettore Sottsass ritornavano alla mia mente, e si fondevano in un nuovo linguaggio col mio.

Ecco il mio schizzo progettuale dopo quest'esperienza:

In alto a sinistra potrete notare lo schizzo della PIANTA:
un Basamento sopra il quale vi sono due edifici, basamento attraversato internamente dalla ferrovia.

Il tema compositivo è dato dallo scorrere del tempio più piccolo verso quello più grande sul basamento, secondo leggi della proporzione aurea.

Ho pensato di sottolineare il tema dello slittamento del secondo corpo verso il primo attraverso la realizzazione di una passerella che unisce i due volumi. Questa passerella è concepita in modo da essere in pianta la proiezione del binario della ferrovia. Quest'oggetto inoltre, ha duplice funzione: infatti non serve solo a collegare i due volumi, ma funge anche da lucernaio, catturando i raggi del sole per illuminare il binario sottostante.

In SEZIONE potrete vedere come i raggi del sole passano sotto il ballatoio per illuminare l'ambiente sottostante.

In cosa mi hanno influenzato gli schizzi di Ettore Sottsass? Nell'applicazione dei materiali e dei colori, per sottolineare la funzione ad esempio di un basamento rispetto ai templi.
Altra ispirazione l'ho trovata nella realizzazione del luogo di preghiera per il mio ostello. Era richiesto infatti un luogo per dare la possibilità a qualsiasi tipo di religioso di pregare. Quale luogo più adatto e libero di un luogo smaterializzato come la "proiezione di una finestra"? Naturalmente non appartiene a me quest'idea, ma ad Ettore Sottsass. Io l'ho utilizzata perchè una finestra che inquadra lo stretto, il mare e il paesaggio in lontananza non può che essere il più adatto per mettere in comunione col Creatore qualunque tipo di religioso. Non ha pareti ne simboli restrittuvi. Solo una proiezione quindi è per tutti. Come le idee di Sottsass, aperte a tutte. anche se concepite da uno solo.

sabato 16 aprile 2011

Il Diario di Ettore Sottsass

L'altro giorno ho fatto una ricerca in biblioteca su Ettore Sottsass, e mi sono soffermato in particolare su tre libri:

1. Barbara Radice, Ettore Sottsass, Electa, Milano, 1993


2. Hans Höger, Ettore Sottsass jr. - Designer, Artist, Architect, Wasmuth, Tübingen/Berlino 19933. M. Carboni (a cura di), "Sottsass 700 disegni", Skirà Editore, Milano, 2005

3. Da: M. Carboni (a cura di), "Sottsass 700 disegni", Skirà Editore, Milano, 2005




Vi consiglio di comprarli o di vederli almeno, questi tre libri non sono altro che una raccolta degli studi attraverso DISEGNI e PLASTICI MATERICI fatti da E. Sottsass.

Soprattutto mi ha colpito il terzo a cura di M. Carboni, "Sottsass 700 disegni", perchè raccoglie tutti i frammenti dei vari taccuini di Sottsass in un unico grosso taccuino, e più lo sfogliate, più entrate nella sua mente, e scoprite la sua anima.

Nella copertina sul retro potrete leggere questa sua citazione:

"Per poter ascoltare i pensieri a qualcuno è venuta l'idea di inventare le parole. Qualcuno ha pensato che con il rumore delle parole si poteva rappresentare in qualche modo il vagabondare dei pensieri, di certi pensieri.
Qualcun altro ha avuto l'idea di disegnare segni, in modo da rappresentare i pensieri, certi pensieri, con la luce, con qualcosa che si vede.
Io uso segni. Voglio dire, disegno sempre e soltanto per rappresentare certi pensieri dai quali sono inseguito.
Questi pensieri trattano le forme, le dimensioni, i pesi, le misure, i colori, le componenti per costruire il palcoscenico sul quale trascino, o trasciniamo, l'esistenza, compresi alcuni mobili, le sedie, le lampade, e gli oggetti in generale, cioè i vasi per mettere i fiori, i piani per asciugare, i cesti per mettere il pane (se c'è) e la frutta (se c'è) e così via.."
Ettore Sottsass 1997

Ora vi lascio alcune immagini trovate in questi tre libri (naturalmente solo alcune, e a bassa risoluzione, se vi piacciono le andrete a vedere meglio li!)..


Dal libro: Barbara Radice, Ettore Sottsass, Electa, Milano, 1993












Da: Hans Höger, Ettore Sottsass jr. - Designer, Artist, Architect, Wasmuth, Tübingen/Berlino 1993






Da: M. Carboni (a cura di), "Sottsass 700 disegni", Skirà Editore, Milano, 2005